Procedura di riassegnazione del nome a dominio
LOFFREDA.IT

Ricorrente: Giuseppe Loffreda
Resistente: Polis s.r.l.
Collegio (unipersonale): Avv. Francesca d'Orsi

Svolgimento del procedimento

Con ricorso del 28 settembre 2000 l'avv. Giuseppe Loffreda ha richiesto  la riassegnazione a proprio favore del nome a dominio loffreda.it, registrato dalla Polis s.r.l.
 
Ricevuto il ricorso, lo Studio Fogliani, nella sua qualita' di ente conduttore, controllava i dati del dominio sul data base whois della Registration Authority ed accertava che loffreda.it era stato registrato dalla Polis s.r.l. il 24 febbraio 2000 e risultava essere stato sottoposto a contestazione.

L'ente conduttore accertava inoltre che l'indirizzo http://www.loffreda.it  portava ad una pagina con il nome del dominio e la scritta "in questo sito vogliamo parlare di  Loffreda".

Lo studio Fogliani, verificata la regolarita’ del ricorso, e che nessun'altra procedura di riassegnazione per il nome a dominio loffreda.it era stata iniziata, inviava alla Polis s.r.l. con raccomandata (sia all'indirizzo di Olbia che a quello di Roma) e per fax copia del ricorso e della documentazione prodotta dall'avv. Loffreda.  Il file con il ricorso in formato rtf veniva contestualmente inviato per posta elettronica agli indirizzi risultanti dal database whois ed all'indirizzo loffreda.it@paginewww.com risultante sulla pagina web all'URL http://www.loffreda.it. L'indirizzo postmaster@loffreda.it risultava inesistente.

La raccomandata spedita all'indirizzo romano della Polis s.r.l. risultava pervenuta il 4 ottobre 2000, mentre quello spedito all'indirizzo di Olbia l'11 ottobre 2000. Il 29 ottobre 2000 scadeva il termine di 25 giorni previsti dalle regole di naming per l'invio delle difese del resistente senza che quest'ultimo avesse fatto pervenire alcunche' allo studio Fogliani; il quale, nominava quale saggio la sottoscritta avv. Francesca D'Orsi,  che accettava l'incarico il 31 ottobre 2000.

Motivi della decisione

 Secondo l'art. 16.6 delle regole di naming, un nome a dominio  puo' essere sottoposto alla procedura di riassegnazione e trasferito al ricorrente allorche' questi dimostri, oltre al proprio titolo sul nome in contestazione, (a)  che il nome a dominio e’ identico o tale da indurre confusione rispetto ad un marchio su cui egli vanta diritti, o al proprio nome e cognome; (b) che il resistente non ha alcun diritto o titolo su tale nome; (c) che il nome a dominio e' stato registrato e viene usato in mala fede.

Il ricorso dell'avv. Giuseppe Loffreda appare rispondere ai requisiti sopra indicati, essendo stato formulato per la riassegnazione del nome a dominio loffreda.it, che corrisponde esattamente al cognome del ricorrente.

Trattandosi quindi di un ricorso ammissibile, deve essere accertato in primo luogo se egli abbia diritto a tale nome, in secondo luogo se sussistano  le condizioni poste dalle regole di naming perche' esso risulti fondato.

1) diritto del ricorrente sul nome contestato.

L'ordinamento italiano garantisce ai cittadini il diritto all'identita' personale (art. 22 della costituzione) mediante una serie di norme che, fra le altre cose, forniscono tutela sul cognome (patronimico o nome familiare), sul prenome e sullo pseudonimo (artt. 6, 7, 8 e 9 del codice civile). In particolare,  il patronimico o nome familiare e' tutelato dall'art. 9 del codice civile, con la conseguenza che per esso sono esperibili sia l'azione di reclamo (contro l'impedimento di fatto da parte di terzi all'uso del proprio nome) sia l'azione di usurpazione (contro chi faccia uso indebito e pregiudizievole del proprio nome), previste entrambe dall'art. 7 del codice civile.

Sulla base di tali norme non puo' che concludersi che il ricorrente ha titolo all'uso ed alla registrazione del nome a dominio loffreda.it, essendo esso corrispondente al proprio nome familiare.

E' quindi da verificare, per accogliere la sua domanda, da un lato che sussistano tutte le condizioni di cui all'art. 16.6, punti a, b e c; dall'altro, che il resistente non abbia provato l'esistenza di elementi atti ad dimostrare la legittimita' della sua registrazione ai sensi dell'art. 16.6, punti 1, 2 e 3 delle regole di naming.

2) identita'  del nome

Il ricorrente ha depositato copia di un proprio documento d'identita'. Con cio' e' da ritenersi provato senza alcun dubbio che il nome del dominio registrato dalla Polis s.r.l. e’ identico al suo cognome, e soddisfatta pertanto la previsione del punto (a) dell'art. 16.6 delle regole di naming.

E' infatti ormai orientamento univoco che la tutela accordata dalle regole di naming a chi si sia visto registrare il proprio nome in mala fede da parte di terzi che non ne abbiano diritto, comprenda anche i casi di registrazione del solo cognome (si vedano le procedure di riassegnazione per i nomi a dominio tullio.it e deiana.it).

Tale orientamento e' gia' stato in tali sedi piu' che motivato con argomentazioni del tutto condivisibili; talche' appare inutile ogni ulteriore disquisizione su una questione ormai del tutto pacifica.

3) diritto e titolo della resistente sul nome a domino contestato.

L'art. 16.5 delle regole di naming pone in capo al resistente di dimostrare l'esistenza di almeno uno degli elementi di fatto di cui ai punti 1, 2 e 3, onde provare il proprio titolo al nome a dominio contestato.

Non essendosi la Polis s.r.l. costituita nel presente procedimento, nonostante le regole atte a garantire il contraddittorio risultino esser state tutte rispettate, non v'e' agli atti alcuna siffatta prova a suo favore.

In mancanza di tale prova, deve quindi ritenersi soddisfatto dal ricorrente quanto richiesto dall'art. 16.5 (b) delle regole di naming.

4) mala fede nell'uso e nella registrazione.

Secondo l'art. 16.6 (c) delle regole di naming, per accogliere il ricorso e' necessario sia provata la malafede dell'attuale assegnatario nella registrazione e nell'uso del nome a dominio.

Tale prova si rinviene ampiamente nelle circostanze dedotte e documentate agli atti. L'avv. Loffreda ha prodotto alcune pagine web che si trovano ad indirizzi corrispondenti a domini identici a cognomi di persone note e meno note. Tali pagine sono del  tutto identiche per struttura, colori e contenuto, salvo che per il nome a dominio in esso contenuto. Un rapido accertamento sulla rete rivela poi che gli stessi colori, la stessa struttura e lo stesso contenuto si trovano in altre centinaia di pagine corrispondenti ad altri cognomi registrati dalla Polis s.r.l.

 Cio' rivela un preciso disegno volto esclusivamente all'accaparramento di nomi a dominio corrispondenti a nomi di parlamentari, giornalisti, professori universitari, etc., all'evidente scopo di impedirne la registrazione ai legittimi aventi diritto.

Con tali registrazioni la Polis s.r.l. da un lato inibisce a coloro che ne hanno diritto la registrazione del relativo nome a dominio, dall'altro usurpa il loro nome non avendone alcun diritto. Essendo cio' stato fatto volontariamente e sistematicamente nella consapevolezza di violare il diritto al nome di terzi, tale comportamento non puo' che essere ritenuto di mala fede. Ne' questa puo'  escludersi  per il fatto che la Polis s.r.l., abbia tentato di nascondere la sua operazione di accaparramento presentando i suddetti domini come siti nei quali "si vuole parlare" della persona il cui cognome e' stato illegittimamente registrato.

Si tratta infatti di un mero paravento che non modifica la realta' dei fatti. Nessuna attivita' di scambio di idee o di informazioni  risulta nei suddetti siti, ne' sulle pagine web, ne' su di forum o servizi di posta elettronica (si ricorda che l'indirizzo postmaster@loffreda.it e' addirittura inesistente). Inoltre, nessun servizio di alcun tipo appare essere mai stato predisposto nei 10 mesi intercorrenti fra la registrazione del dominio e la data odierna per rendere possibile attraverso il nome a dominio lo svolgimento di alcuna attivita' di scambio di idee o altro sul sito. Dato che la stessa cosa e' stata accertata per altri nomi a dominio analoghi registrati dalla Polis s.r.l. (si vedano le procedure di riassegnazione per i nomi a dominio tullio.it e deiana.it; ma cio' e' verificabile anche per decine e decine di altri nomi a dominio corrispondenti a cognomi di persone), e' ragionevole ritenere che la registrazione di tali nomi a dominio sia stata effettuata allo scopo di rivendere i domini accaparrati a chi ne aveva diritto.

Appare quindi dimostrata la mala fede nella registrazione e nell'utilizzo del nome a dominio loffreda.it.

Conclusioni

 Ad avviso della scrivente sono state provate dal ricorrente le circostanze di cui all'art. 16.5 punti (a), (b) e (c), delle regole di naming. Al contrario, nessuno degli elementi indicati dall'art. 16.5 numeri 1), 2) e 3)  o la prova di un legittimo titolo alla registrazione del dominio loffreda.it emerge dagli atti.

Ne consegue che il ricorso dell'avv. Giuseppe Loffreda è fondato e deve quindi essere accolto.

P.Q.M

Visti gli art. 16.6 delle vigenti  regole di naming italiane, si dispone il trasferimento del nome a dominio "loffreda.it" dalla Polis s.r.l. a favore di Giuseppe Loffreda.

La presente decisione verra' comunicata alla Naming Authority ed alla Registration Authority perche' le venga data esecuzione ai sensi dell'art. 16.11 delle regole di naming.

Roma, 13 novembre 2000.

Avv.Francesca D'Orsi.