Sentenza 12.11.2001 n. 15/02
Giudice di Pace di Partanna

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 
Con citazione notificata il 25/9/2001, la................, corrente in Partanna, ha convenuto in giudizio avanti l'intestato Giudice di Pace la *******. in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in .............., per sentire far diritto alla sua richiesta di restituzione della somma di £. 2.870.400 per merce pagata, ma non consegnata.
Narrava l'attrice che il 28 maggio 2001 riceveva tramite corriere espresso materiale informatico, contenuto in.. colli, in precedenza ordinato alla ditta convenuta - il cui importo di £. ............... veniva pagato in contanti al corriere all'atto della consegna.
Soggiungeva che tra la merce ordinata e figurante in fattura, e quindi pagata, vi era un NOTEBOOK .................. che all'atto del disimballo dei ..... colli non veniva rinvenuto tra la merce recapitata.
Continuava affermando che l'inconveniente era stato immediatamente denunziato alla Società convenuta, la quale ometteva, tra l'altro, di riscontrare i fax del 4/6/2001, del 5/6/2001 e del 6/6/2001, nonché la formale diffida del 5/7/2001. Concludeva chiedendo la condanna della convenuta al pagamento di quanto indebitamente ricevuto, oltre risarcimento danni e interessi nei limiti della competenza per valore del Giudice adito.
Costituitasi regolarmente la ******., eccepiva in via preliminare/pregiudiziale l'incompetenza territoriale del Giudice adito essendo, a suo avviso, competente il Giudice di Pace di Desio e ciò sia per deroga convenzionale tra le parti, sia con riferimento al foro generale delle persone giuridiche ex art. 19 c.p.c., sia infine con riferimento al foro concorrente di cui all'art. 20 c.p.c..
Nel merito chiedeva il rigetto della domanda attorea per infondatezza. Alla prima udienza la causa veniva rinviata per note e successivamente posta in decisione sulla competenza.
MOTIVI DELLA DECISIONE
La eccezione di incompetenza territoriale, contenuta nella comparsa di costituzione e risposta e riproposta dalla ****. all'udienza di prima di comparizione, è infondata e deve essere respinta. 
Non è, infatti, condivisibile la tesi della ****** secondo cui, essendosi svolta la contrattazione per via telematica, l'adesione al contratto manifestata dalla .............. comporta accettazione incondizionata di tutte le clausole contenute nelle condizioni generali di vendita, e quindi anche di quella che assegna alla competenza del Tribunale di Monza la risoluzione di ogni controversia. 
Il D.P.R. 513/97 che all'art. 5 riconosce efficacia di scrittura privata ai sensi dell'art. 2702 al documento informatico, sottoscritto con firma digitale ai sensi del successivo art. 10, nulla dice a proposito delle clausole cosiddette vessatorie contenute in un contratto telematico, con la conseguenza che esse continuano ad essere regolate dall'art. 1341 co. 2, secondo il quale non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni che stabiliscono a favore di colui che li ha predisposte, deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria. (Per inciso, il riferimento che l'attrice fa al solo Tribunale di Monza deve essere interpretato in senso tecnico come organo più noto di giurisdizione, mentre in effetti con la clausola de quo si è voluta regolare la competenza territoriale di ogni causa, di qualsiasi valore, relativa al contratto). Dagli atti prodotti non risulta che la **** abbia posto in particolare risalto la clausola derogativa della competenza territoriale; né dal modello del contratto né dalla successiva conferma risulta la specifica approvazione della clausola de quo, riportandone il contenuto ovvero il numero progressivo. 
Anche nella fattura accompagnatoria, in fondo alla pagina, lato destro, a caratteri quasi illegibili, si indicano come approvate le clausole riportate a tergo del foglio, senza alcun specifico riferimento a quella sulla competenza territoriale. 
Secondo la Corte Suprema di Cassazione "Non è idonea a integrare il requisito della specifica approvazione per iscritto, prevista dall'art. 1341 C.C. 2 co., l'approvazione della clausola di deroga convenzionale del foro contenuta nella sottoscrizione complessiva di altre clausole, enumerate secondo l'ordine, contenenti condizioni generali di contratto, perché è necessario che invece essa sia specifica e separata, si da richiamare l'attenzione del sottoscrittore su di essa, ancorchè non sia necessaria la ripetizione del suo contenuto (Cass. 1999/5832)". 
Va evidenziato inoltre che da nessun documento in atti risulta che parte attrice abbia dichiarato di aver preso visione delle clausole contenute nel contratto e che le abbia tutte approvate. Infatti quella pubblicata nel Web dalla *** deve essere considerato un invito a contrattare. 
Tali inviti possono poi essere perfezionati con i mezzi tradizionali (fax e lettere) in modo che possa essere valutata la provenienza delle richieste e si possono fare debitamente sottoscrivere le clausole di deroga al foro competente o alla legge applicabile. 
La convenuta ritiene invece che la conferma dell'ordine espressa dall'attrice "cliccando" nell'apposito tasto, ha comportato accettazione incondizionata di tutte le condizioni generali di vendita. Il che non è, essendo sempre applicabile l'art. 1341 C.C. 
Ritiene il decidente che nella fattispecie la *** avrebbe dovuto ottenere un doppio assenso, premendo sull'apposito tasto: uno di adesione e l'altro di approvazione delle clausole cosiddette vessatorie, tra le quali va annoverata quella relativa alla deroga sul foro territorialmente competente. 
Rettamente, invece, la controversia è stata radicata avanti l'Ufficio del Giudice di Pace di Partanna, quale foro alternativo. Infatti ex art. 20 c.p.c. per le cause relative a diritti di obbligazioni è anche competente il giudice del luogo in cui deve eseguirsi l'obbligazione dedotta in giudizio. Ed invero, la pattuizione della consegna della merce al domicilio dell'acquirente mediante un mezzo di trasporto del venditore, quella relativa al "franco porto" ed infine la pattuizione del pagamento in contanti da effettuarsi nelle mani del corriere delegato dal venditore alla riscossione, costituiscono nel loro insieme deroga alla regola del luogo di consegna della merce al vettore fissato dall'art. 1510 co. 2 C.C., con le relative conseguenze quanto al locus destinatee solutionis ai fini della competenza territoriale. 
Per i motivi sopra specificati rigetta l'eccezione di incompetenza territoriale del Giudice adito proposta dalla convenuta E. S.p.A.. Rinvia al definitivo il regolamento delle spese del giudizio. 
P. Q. M. 
Il Giudice di Pace di Partanna, definitivamente pronunziando, rigetta l'eccezione di incompetenza territoriale del giudice adito perché infondata in fatto e in diritto. 
Rinvia al definitivo il regolamento delle spese del giudizio. 
Così deciso nell'Ufficio del Giudice di Pace di Partanna il 12/11/2001.